Caso studio: Casa Buono

Progetto e realizzazione della cucina

“Casa Buono dal cognome del cuoco Antonio Buono. Casa perché accogliamo gli avventori in una sala intima, dai colori naturali, costruita con lisce ed argentee pietre levigate del fiume Roya che scorre a pochi metri. Tende floreali di pizzo bianco drappeggiano lievemente le finestre; otto tavoli in quarzo e legno, decorati da piccoli vasi da fiore vintage di diverse misure arredano la sala.
La cucina sartoriale in cui Antonio si muove con elegante maestria è interamente a vista, così la distanza tra cuoco e clienti è annullata. Il dressage di alcuni piatti è talvolta completato direttamente al tavolo dallo chef, che in questo modo può intessere una relazione diretta con gli ospiti, come si farebbe se si invitassero alcuni amici a casa propria. Questo è lo spirito di Casa Buono”.
L’idea di aprire il ristorante prende vita da Antonio, cuoco dalla lunga esperienza stellata alle spalle e Valentina antropologa specializzata in cultura alimentare. Dopo aver trascorso diversi anni nel ristorante d’Oltralpe, Mirazur, dove si sono conosciuti, Antonio e Valentina decidono di dare vita ad un progetto di vita su cui fantasticavano da tempo. Il posto giusto si presenta all’improvviso, nel piccolo villaggio di Trucco ai piedi della bella Valle Roya, che si snoda tra Francia e Italia in un pezzo di terra a lungo conteso tra le due nazioni e per questo motivo ancora più ricco di incroci culturali e gastronomici di grande interesse.
Il progetto, ancora avvolto dai dubbi sulla sua realizzazione pratica, prende vita grazie alla visione limpida come l’acqua che propone Silvio Tedeschi. Qualche tempo prima, al momento di decidere chi interpellare per allestire la cucina, un solo nome venne in mente ad Antonio, quello di Tedeschi, che conobbe un anno prima quando ancora era a capo della brigata del Mirazur. La cura dei dettagli e la professionalità che traspiravano dalle parole e dai gesti di Silvio rimasero impresse nella mente di Antonio. Silvio insieme con la sua squadra paziente ed attenta a tutte le richieste e dubbi delineò le forme del ristorante e la coreografia da seguire in cucina e in sala. Un lavoro armonioso, semplice, perfetto.

Un ritorno ad un buon piatto fumante è l’ispirazione che guida Antonio. Gli ingredienti sono freschissimi perché approvvigionati in giornata, i sapori chiari e presenti, accostati con competenza e sorpresa grazie alla profonda conoscenza delle qualità sensoriali di ogni ingrediente.
Casa Buono propone un menu fisso di 5 portate: due entrée, un primo, un secondo, un dolce. Il menu è studiato in giornata in base a quello che il mercato di Ventimiglia o i produttori locali possono offrire all’estro culinario di Antonio.
Le pietanze sono presentate ai clienti in antichi servizi di porcellana decorati da piccoli fiori o dal bordo dorato, appartenenti alla storia della famiglia di Valentina, che portano la mente al pranzo della domenica di una volta, quando si apparecchiava il servizio elegante.

Casa Buono ha riscosso fin dai primi giorni di apertura un notevole successo nella comunità intemelia, dove si trova, ma anche tra i clienti dei comuni limitrofi e tra i viaggiatori che ogni giorno percorrono in entrambi i sensi la suggestiva strada del Colle di Tenda, sulla quale si trova il ristorante.

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